Ripensando pensieri già pensati per riflettere su di noi
di Ivana Carnevale
(Excursus.org, Giugno 2014)

Questa è la parte più bella di tutta la letteratura: scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali, che non sei solo o isolato da nessuno. Tu appartieni (Francis Scott Fitzgerald).

A chi non è capitato di ritrovarsi nelle parole, nel pensiero di qualcun altro? Oppure di cercare una citazione finalizzata? Magari di leggere la stessa riflessione che in un determinato momento si stava pensando? E qual è se non questa, l’era della condivisione, dei social networks in cui tutto si condivide, che significa dividere insieme, possedere insieme, offrire qualcosa di proprio ad altri, e in cui l’aforisma è sovrano?

I propri pensieri non devono essere sempre necessariamente nuovi. Ma è facile che colui che ha un nuovo pensiero lo abbia da un altro (Karl Kraus).

Dillo con parole sue. Esprimi le tue idee con frasi d’autore (Effepi Libri, pp. 96, € 8,00) è un piccolo libretto composto da un incastro di aforismi, raccolti da Claudio Nutrito. Parole di Oscar Wilde, Voltaire, Italo Calvino, Charles Baudelaire, Woody Allen, e tanti altri. Parole da canzoni, film, divagazioni. Ma perché creare confessioni, pensieri, interviste, personaggi con parole di scrittori, registi, giornalisti, film? Nutrito risponde che le citazioni aiutano a esporre «un’opinione nostra, con parole efficaci già espresse da qualcun altro, in modo che le parole altrui si integrano in un pensiero nostro».

E così, le citazioni sono riportate nel testo non virgolettate né indicate ma contraddistinte solo dal corsivo, senza la perdita dell’autore però: c’è un numero di riferimento da consultare alla fine di ogni capitolo. Riflettendo sul potere che la lingua esercita, l’autore stimola interesse, fa prendere posizioni, anche forti; sta al lettore esserne d’accordo o meno, immedesimarsi nell’effimero personaggio del momento, segnarsi l’aforisma che sente suo, riscoprire o incontrare belle letture attraverso i richiami. Ironico e leggero, pagina dopo pagina, ammiriamo la lingua nelle sue sfaccettature, incontriamo frasi brevi, poche battute con le quali ci si può subito confrontare, sbattiamo contro pensieri fatti e rifatti, moderni o antichi.

Tutti i pensieri intelligenti sono già stati pensati; occorre solo tentare di ripensarli (Johann Wolfgang Goethe).

Lo scrittore immagina personaggi, dialoghi e si muove lungo argomentazioni (il tempo rubato, la vita in campagna, l’artista disimpegnato, e così via). Con parole sue e non, con elegante ironia, critica e sbeffeggia la società. E senza mai scrivere nulla di scontato, genera con genialità idee, non opinioni.

Poiché la lingua è lo specchio del pensiero, indagare il preciso significato delle parole è mettere chiarezza nelle proprie idee (Aristide Gabelli).

Quello della scrittura aforistica non è ritenuto un genere letterario, ma Nutrito ne fa un genere suo. Questo libro è per chi vuole rilanciare l’aforisma, per i molti che preferiscono leggere tanti pensieri piuttosto che un libro intero, per tutti perché le parole “loro” sono anche parole “nostre”. Questo libro è consigliato perché «Claudio ci ha nutrito di creatività» (Spreaker.com).

Cerco nei libri la lettera, anche solo la frase che è stata scritta per me e che perciò sottolineo, ricopio, estraggo e porto via. Non mi basta che il libro sia avvincente, celebrato, né che sia un classico: se non sono anch’io un pezzo, la mia lettura è vana. Perché ogni lettore pretende che in un rotolo di libro ci sia qualcosa scritto su di lui (Erri De Luca).


Con questo agile saggio di neanche cento pagine, Claudio Nutrito ci suggerisce stavolta come sfruttare frasi e citazioni famose per arricchire e rafforzare le nostre idee.
Dillo con parole sue non è infatti una semplice raccolta di citazioni, ma una sorta di antologia in cui tanti personaggi diversi e in situazioni molto distanti tra loro, usano frasi celebri per chiarire un concetto, sottolineare un'opinione, esporre un punto di vista. Le citazioni vengono quindi integrate nel pensiero dei protagonisti e non sono più semplici richiami alle idee altrui, ma diventano parte integrante del discorso, vengono condivise e sottoscritte come se fossero proprie.
Ecco allora le interviste (con l'adultera, con l'artista disimpegnato, con il qualunquista) oppure le riflessioni di Alvaro sul tempo rubato o di Gilberto sulla vita in campagna; ecco poi le considerazioni di Luciano, alternativamente anti-italiano e anti-francese, che ci racconta le peculiarità dei due Paesi o il manager Luca, intenzionato a scrivere un libro per raccontare le sue esperienze.
Ognuno di loro parla arricchendo di continuo le proprie frasi con riferimenti celebri, così da esprimere il proprio pensiero in modo più chiaro, senza sforzarsi eccessivamente nella ricerca delle parole adatte ma esprimendo un'opinione con parole efficaci già espresse da qualcun altro.
Le citazioni non vengono però rubate, infatti alla fine di ogni capitolo è indicato l'effettivo autore. Il libro presenta poi un'interessante appendice con centocinquanta divagazioni d'autore, cioè una serie di frasi celebri relative ai più svariati argomenti, che Nutrito ha raccolto e presenta ai suoi lettori. Un libro quindi non solo interessante e simpatico, ma anche utile in tutte le occasioni.

(Maria Guidi, Libri e recensioni, Settembre 2013)

Dal Quotidiano Nazionale, 13 luglio 2013



Da Media Key, maggio 2013