Il libro di Pietro Farro, edito da Effepi Libri, è un testo eccezionalmente attuale, tanto per l’argomento oggetto di trattazione, quanto per una serie di eventi risalenti agli ultimi giorni, che riguardano – neanche a dirlo – il nostro Capo del Governo.

Un saggio, questo, che propone una disamina attenta e ragionata di quelli che sono i fatti salienti della vita di un personaggio pubblico le cui sorti si legano, da qualche decennio a questa parte, a quella di milioni di italiani.

Farro ripercorre infatti, gli eventi più importanti – molti noti ai più, altri volontariamente taciuti dai media – come la serie di capi d’imputazione contro Silvio Berlusconi (che su un cittadino qualunque avrebbero già sortito l’effetto del carcere a vita…), le discutibili “gesta”, le connivenze mafiose vere e presunte, i legami con la mai morta Loggia P2, la gestione del potere politico in Italia, la rete di infiltrazioni e i dubbi favoreggiamenti. Eventi che insomma, nell’arco di un decennio o quasi, hanno permesso a un unico uomo di scalzare la Costituzione, avere sempre i riflettori puntati, diventare padrone della quasi totalità dei media nazionali (esportati anche fuori confine), e il gestore unico del fatto pubblico e privato, in una Nazione che di fatto appare ostaggio di un progetto mirato (e riuscito) alla “distrazione di massa”.

Per quanto ci si sforzi di restare (in quanto lettori) nei limiti dell’obiettività, è innegabile provare profondo fastidio di fronte a una realtà così degradante, messa per la prima volta nero su bianco, nella sua interezza – o quasi.

Un libro che traccia, non senza una profonda coscienza di fondo dell’annoso problema delle ricostruzioni storiche da manuale – e lungi dal volersi accostare ad esse – il quadro desolante della storia contemporanea d’Italia, Paese attualmente ritenuto “semi-libero” – stranamente in mano al cosiddetto Popolo delle Libertà – che non gode a livello internazionale di alcuna stima, né può aspirare ad ottenerla; che non solo è vittima di un imposto e rovinoso disegno accentratore, ma che porta a domandarsi: “come siamo giunti a questo punto” e soprattutto “come ne usciremo”.

(Alessandra Di Gregorio, Scrittura informa, 11/10/2009)



Citazioni e appunti riepilogativi delle gesta del Cavaliere, atti a dimostrare come un personaggio pubblico con le sue proprietà e i suoi trascorsi non potrebbe, in un paese che si consideri democratico, essere a capo di un governo. Un insieme di piccoli post-it e promemoria sulle ere berlusconiane passate e su quella in corso, con raffronti sulle sue dichiarazioni, contraddizioni, gaffe e rapporti con personaggi legati alla mafia, senza tralasciare l’appartenenza alla P2, il conflitto d’interessi, le leggi ad personam e un confronto con un’opposizione spesso scialba e accondiscendente…
Un piccolo libricino che raccoglie i difetti e le arroganze di un personaggio pubblico dal talento indiscutibile, usato però unicamente per produrre ricchezza personale anche tramite leggi create su misura. Silvio Berlusconi è certo una persona dall’ego smisurato, spavaldo e astuto, che ha saputo radunare attorno a sé una cricca di persone probabilmente meno coraggiose, ma sicuramente altrettanto spregiudicate. Se una scalata tanto fulgida e preziosa può essere compresa ed ammirata nell’ambito imprenditoriale e privato, la stessa via dorata stride e spaventa se si considera che viene percorsa da un capo del governo, che assicura ai suoi sudditi i benefici in cambio di ossequi e silenzi. L’Italia è capace di grandi imprese, come evidentemente le grandi imprese sono capaci di obbligare l’Italia a scegliere una via a loro più conveniente, a discapito della collettività. Il dato di fatto che intristisce, però - e che non è proprio solo di questo libricino - è la constatazione che oggi la politica non è più l’amministrazione e la guida di una società per il bene di tutti, ma è uno strumento utile ai pochi per amministrare gli interessi di alcune parti della società a svantaggio di altre. Le poche persone motivate vengono soffocate o relegate e fiaccate da una burocrazia fatta sopravvivere ad arte. Silvio Berlusconi, eletto dalla maggioranza degli italiani, evidentemente sa giostrare e comandare quel che basta per proseguire indisturbato, senza che oppositori intelligenti e altrettanto coraggiosi sappiano contrastare, dimostrare e convincere loro stessi e poi gli altri.

(Renzo Brollo, Mangialibri, 7 settembre 2009)