Monumentale!

di Riccardo Bisti

(Tennis best, 19/05/2010)

Quando ho appreso di questo libro, e ancor di più quando l'ho potuto sfogliare, ho tirato due sospiri di sollievo. Il primo, comune a tutti gli addetti ai lavori, è perchè abbiamo finalmente a disposizione uno strumento senza eguali. The Grand Slam Record Book Vol.1, infatti, contiene tutti i risultati di tutti i tornei del Grande Slam dalla prima edizione di Wimbledon (giocata nel 1877 e vinta da Spencer Gore) all’ultimo Australian Open vinto da Roger FedererÈ uno strumento di ricerca straordinario, imprescindibile. Hai bisogno di un risultato, di un ricordo? Niente più affannose ricerche sul web né su vecchie riviste, mai troppo ben catalogate. Basta prendere questo monumentale tomo lungo 840 pagine ed edito da Effepi Libri (casa editrice sempre attenta al nostro sport) ed avrai tutte le risposte. Il secondo sospiro è stato ancora più profondo: se Alessandro Albiero ed Andrea Carta, meritevoli curatori dell’opera, avessero avuto questa idea una decina d’anni fa, probabilmente oggi non starei scrivendo questa recensione. L’aneddoto è un filo autoreferenziale, ma vale la pena raccontarlo. Ho conosciuto il mio attuale direttore nel 2000, quando lavorava ancora per Il Tennis Italiano. Lanciò un concorso a quiz sul tennis, pomposamente definito “Superesperto”, con domande che rasentavano l’impossibile. Si giocava per la gloria o poco più. Le domande più difficili erano di questo tenore:

- Giocatore tedesco amputato a una mano, lanciava e serviva con lo stesso arto e raggiunse nonostante l’handicap ottimi risultati a Wimbledon: chi era?*
- Incredibile match di doppio con protagonisti Stan, Pat, Erik e Jaime: dove si disputò, in che occasione, chi vinse e con quale punteggio?**

All’epoca, internet non offriva l’incredibile mole di informazioni di oggi, quindi per trovare le risposte bisognava affidarsi alle fonti più improbabili. Già allora colto da un’insana passione, vinsi il concorso per due anni di fila e conobbi Lorenzo. Qualche anno dopo mi chiamò per dare vita a diversi progetti, compreso il sito che state leggendo. Dicevo: se questo libro fosse uscito prima, forse non sarei qui. All’epoca ci fu una domanda che mi mise in grandissima difficoltà: «Il match più lungo nella storia di Parigi per numero di giochi: indicare nomi dei giocatori e punteggio». Dopo un’affannosa ricerca, scovai un match del 1957 tra Bob Mark e Antal Jancso, chiuso dopo 83 giochi con il punteggio di 13-15 6-3 6-8 8-6 10-8. Più lungo rispetto alla semifinale del 1951 tra Eric Sturgess e Ken McGregor, terminata 10-8 7-9 8-6 5-7 9-7 dopo 76 giochi. Il problema è che il libro ufficiale del Roland Garros indicava quest’ultimo match come il più lungo. La mia “leadership”, dunque, rischiò seriamente di cadere e con essa, chissà, quello che sarebbe avvenuto qualche anno dopo. Per “riabilitarmi” dovetti scrivere alla Federtennis francese, che con grande efficienza mi mandò il tabellone di Parigi 1957. Lo conservo ancora oggi come un cimelio.

Un'opera imprescindibile

Se Alessandro Albiero e Andrea Carta avessero scritto già allora questo libro, tutti gli appassionati avrebbero avuto la risposta a portata di mano e io non avrei fatto “la differenza”. The Grand Slam Record Book è un’opera imperdibile per ogni appassionato: non può mancare in una biblioteca tennistica che si rispetti. Senza essere blasfemi, è una specie di 500 Anni di Tennis in chiave statistica. I tornei del Grande Slam sono la storia del tennis, e ogni pagina ripercorre piccoli e grandi episodi, i minuscoli (ma indispensabili) ingranaggi che hanno reso leggendario il nostro sport. Non manca nulla, ed anzi c’è più di quanto ci si attenderebbe. Leggendolo, ad esempio, ho scoperto che per una ventina d’anni i Campionati d’Irlanda avevano prestigio uguale (se non superiore) a Wimbledon, che allora si giocava nella vecchia sede di Worple Road. Sapevo che il Roland Garros è diventato tale (e cioè Internazionale) nel 1925, ma ignoravo che i Campionati di Francia si sono giocati sull’erba fino al 1911. Queste ad altre mille storie si trovano in un libro che non è solo statistica, ma è anche anima. Intanto c’è la prefazione di un nome importante come Ubaldo Scanagatta, poi l’introduzione è composta da tre interessanti capitoletti: la storia delle classifiche mondiali (diventate “scientifiche” solo nel 1973), il cui passato curioso ed affascinante; la genesi del tie-break e come venne partorito dal suo inventore, il leggendario Jimmy Van Alen; un’interessante considerazione firmata da Andrea Carta (i due precedenti li ha scritti Alessandro Albiero) su come sia impossibile individuare il più grande tennista di tutti i tempi.

Appendici e progetti futuri
A pagina 27 si parte con le statistiche, complete e (aspetto fondamentale) ben impaginate, di facile consultazione. Con viva onestà, Albiero e Carta hanno ricordato i pochissimi dati mancanti, tutti riguardanti il doppio: il primo turno del Roland Garros 1951 e alcuni incontri di fine '800 ai Campionati degli Stati Uniti. Per quelli inerenti il Roland Garros, hanno anche mandato una signora a Parigi, ma non c’è stato nulla da fare…Ciò non toglie valore ad un lavoro straordinario, peraltro destinato a non esaurirsi qui: fermo restando che quei risultati mancanti sono sempre “nel mirino”, l’anno prossimo uscirà un secondo volume in cui troveranno spazio i risultati femminili (singolo e doppio), nonché tutti i doppi misti. È con grande piacere che abbiamo appreso del fermento attorno al libro: ad oggi le prime 350 copie sono già esaurite e la prossima settimana verrà effettuata una prima ristampa. Sono arrivate ordinazioni anche dall’estero. Al termine delle oltre 750 pagine di statistiche, trovano spazio interessanti appendici: gli albi d’oro completi, la storia dei numeri 1 del mondo (comprensiva degli anni in cui le classifiche venivano compilate dai giornalisti) e la carriera Slam dei “Magnifici Sette”, i giocatori capaci di vincere almeno 10 prove del Grande Slam: Roger Federer, Pete Sampras, Roy Emerson, Rod Laver, Bjorn Borg, Bill Tilden e Don Budge. Insomma: se volete tuffarvi nel mondo del tennis, The Grand Slam Record Book è un approdo sicuro e irrinunciabile. Buona lettura.

*Il giocatore amputato a un braccio era Hans Redl: perse l’arto sinistro durante la seconda guerra mondiale e nel 1947 tornò a giocare a Wimbledon. Gli era concesso di toccare la palla con la racchetta per due volte nell’esecuzione della battuta. Quando lo videro, i londinesi gli dedicarono uno scrosciante applauso.
** Il doppio "incriminato" si giocò a Little Rock, in Arkansas, nella finale interzone di Coppa Davis 1973, nel weekend dal 3 al 5 Agosto. Gli americani Stan Smith ed Erik Van Dillen sconfissero i cileni Jaime Fillol e Patricio Cornejo con il punteggio di 7-9 37-39 8-6 6-1 6-3.