In Italia forse il maccartismo non è molto conosciuto e chi lo conosce, molto probabilmente ne è venuto a conoscenza grazie al film Good night and good luck, di e con George Clooney, che ha portato sul grande schermo la lotta di un giornalista della CBS, Ed Murrow, contro il senatore Joe McCarthy, responsabile di una sistematica campagna di attacco e calunnia in nome della battaglia anticomunista.

Nel 2006 è uscito per Effepi Libri un testo molto interessante, Assalto all’informazione di Sciltian Gastaldi, che racconta nel dettaglio le vicende del maccartismo e soprattutto le sue relazioni con i media, senza la cui complicità non sarebbe stato possibile al senatore repubblicano McCarthy dominare tutti i mezzi di comunicazione, insinuando il sospetto e la paura a ogni livello della società con la sua vera e propria caccia alle streghe.

Sul giornalismo statunitense la vicenda di McCarthy e il suo rapporto con la stampa hanno avuto un impatto fortissimo, che ha in parte rimesso in discussione le regole stesse su cui il sistema dell’informazione si basava. E proprio nell’analisi approfondita del giornalismo americano del secondo dopoguerra - prima, durante e dopo il periodo di McCarthy - sta uno dei punti di forza del libro di Gastaldi, che non si limita a raccontarci le vicende, ma inserisce nel testo una serie di riflessioni e spunti sul ruolo dell’informazione, citando anche molti interventi del dibattito apertosi nel giornalismo statunitense all’inizio degli anni ‘50.

Il fatto che McCarthy sia stato il primo politico a sfruttare il sistema dell’informazione a proprio vantaggio, ci fa capire quanto questa lettura sia importante anche al di fuori della storia degli Stati Uniti, perché sono fenomeni che si ripetono a ogni latitudine. Il giornalismo di casa nostra non gode certo di ottima salute, e non è detto che in un caso simile gli anticorpi della democrazia siano in grado di reagire come avvenne negli Stati Uniti nel 1954, quando il senatore McCarthy finì sotto inchiesta per i metodi da lui utilizzati, anche grazie al lavoro di giornalisti non compiacenti verso il potere.

Il libro di Gastaldi è ben costruito, ricchissimo di fonti e documentazioni originali e va a colmare una lacuna nella produzione storiografica italiana in cui sono pochissimi i testi dedicati all’analisi del maccartismo; l’autore ha voluto inoltre riprendere il lavoro di Andrea Barbato, che aveva cominciato le ricerche per un saggio dal titolo Come si manipola l’informazione. Il maccartismo e il ruolo dei media.

(Roberto Laghi su Booksblog 13/02/2008)