La Città di Teramo (19 gennaio 2018)  



Il manifesto (15 ottobre 2017)



De Rege Varietà

di Gabriele Ottaviani
Mangialibri (18 luglio 2017)

Nicola è fortunato. Dopo parecchie segreterie telefoniche gli risponde, a Torino, una signora gentile che gli dice che lei è in effetti una lontanissima parente dei "fratellini". Li chiama proprio così, fratellini. I Fratelli De Rege. E poi gli dice anche parecchie altre cose. In estrema sintesi: tanto per cominciare, il cognome completo è De Rege di Donato di San Raffaele. Guido e Ciccio erano eredi di una nobile, facoltosa e antica famiglia piemontese, nel momento in cui Nicola conduce la sua inchiesta ancora piuttosto conosciuta e influente in città. Guido e Ciccio discendevano dal ramo maggiore di quella schiatta, mentre l'altro, quello dei De Rege Thesauro, vive oggi a Vercelli, nell'omonimo e celebre castello. La memoria dei "fratellini", secondo la signora gentile, è dispersa da quando è morta l'altra sorella, una pittrice, e sono mancati anche gli ultimi cugini, i loro parenti più stretti, dato che nessuno dei due ha avuto figli e solo Guido si è sposato…

Talmente presenti nell'immaginario collettivo da funzionare anche anni e anni dopo la fine della loro attività e della loro vita come oggetto di parodia dei formidabili Carlo Campanini e Walter Chiari ("Vieni avanti, cretino!"), i fratelli De Rege, stelle fulgidissime soprattutto dell'avanspettacolo italiano, specie negli anni del primo dopoguerra e del secondo conflitto, rappresentano – non si vuol essere blasfemi – un vero e proprio culto per l'autore di questo libro, figlio di una gestazione durata più decenni e che si è avvalsa via via di nuove edizioni, rimaneggiamenti, aggiunte. Una ricerca, quella di Fano, che sorprende proprio perché si riferisce a personaggi popolarissimi ma di cui in concreto non si sa nulla. Dove riposino le loro spoglie mortali, per esempio, o quale sia stata la loro esistenza al di fuori del palcoscenico. Procedendo per date fondamentali, a ognuna delle quali è dedicato un capitolo, Fano realizza un'opera appassionante, come un bel romanzo storico, e appassionata, una biografia probabile come per l’appunto recita il sottotitolo, perché non ha né dà certezze, ma è condotta con impeccabile rigore scientifico.

I fratelli De Rege, lo storico duo che coniò "Vieni avanti, cretino!"

di Roberto Carvelli
Huffington Post (30 giugno 2017)

Chi erano i fratelli De Rege? Un libro (De Rege Varietà. Biografia probabile di un duo comico) - da poco ripubblicato per Effepi Libri - dall'esperto di teatro Nicola Fano fa giustizia dell'importanza strategica di questi eroi d'avanspettacolo per la successiva comicità italiana.
La fa per le vie lasche di una biografia con beneficio di ricerca per quanto febbrile e di completamento a punti dovuti alla distanza nel tempo di questa storia italiana.
E fa, virtualmente, giustizia anche di tante figure passate sotto silenzio lontano dal clamore dei palcoscenici, magari subito dopo lo spegnersi della candela del successo e del dileguarsi del fumo che rimane per qualche tempo a impregnare l'aria nella stanza del ricordo. Ma in questo caso la mancanza è in bold.
Pochi conoscono, infatti, i De Rege, un duo clamorosamente efficace nella storia dell'avanspettacolo anni Trenta-Quaranta. Venivano da Caserta, da famiglia ricca - il padre nobile piemontese dei conti de Rege di Donato e di San Raffaele, li aveva concepiti a Caserta dove officiava come ufficiale.

Il maggiore, all'anagrafe Guido, era detto Bebè (Casagiove, 25 gennaio 1891 – Milano, 10 febbraio 1945), e il minore Giorgio, era soprannominato Ciccio (Casagiove, 19 agosto 1894 – Torino, 25 maggio 1948). Due scappati di casa, si dovrebbe dire, per la vicenda del teatro, quella dell'attrazione che da sempre promana.
Non con la felicità del padre, certo. Il capitano Alessandro - immagina Fano - forse li avrà visti a teatro ma chissà. Tutto fa fumo in questa storia. Ed è il suo bello. Questo lo potete immaginare. Mentre il racconto di Fano, che mescola storia e leggenda oltre che impressione personale, s'innesca scopriamo che il secondo non aveva genio di teatro ma amicizia per il fratello più grande e che lo aveva semplicemente seguito in compagnia teatrale salvo farsi trovare pronto al momento in cui, per caso, si era resa necessaria una spalla per un'occasione e da lì tutto il successo casuale è venuto.
È una rarità sentirli, perciò, il poco che c'è su internet è da vampirizzare.

Ma tornando al libro di Fano, che è un diario-inchiesta interessante e accalorato, merita di essere letto per sapere che quel famoso "Vieni avanti cretino!", che molti attribuiscono a Banfi, era il fiat lux dei loro spettacoli.
Citazione più chiara ancora rimane, comunque, quella più datata di Walter Chiari (in coppia con Campanini) con tanto di naso posticcio che il fratello più grande - racconta l'autore della biografia - aveva apposto al piccolo fratellino nato con una microrinia reversibile.
Morirono separati da pochi anni i De Rege. Uniti come erano vissuti: a Roma, pare in tre con l'aggiunta della moglie di Guido, il primo a morire. Il secondo con la ventura, però, della fine da tutti i teatranti sognata, quella della scena, al Teatro Reposi di Torino. Riposi in pace sarebbe da dire, salvo un necessario ricordo come in questa occasione che riapre il sipario per un giusto applauso.