Losservatore, novembre 2013




La Costituzione alla prova della complessità contemporanea
di Stefania Borghi

(www.excursus.org, agosto 2013)

Un fluido dipanarsi di riflessioni che guidano il lettore nel processo di conoscenza e interpretazione della Carta Fondamentale, alla luce delle criticità sollevate dalla realtà quotidiana, si sussegue in Dialoghi sulla Costituzione (Effepi Libri, pp. 346, € 15,00), volume curato da Marco Imperato e Michele Turazza.
Colloqui ragionati con giuristi e giornalisti, domande mirate e risposte concise, ma esaurienti, agevolano la messa a fuoco della trama di ideali e principi a cui si ispirarono i Padri Costituenti nel delineare i tratti identitari dell’ordinamento politico, giuridico ed economico e nella scelta ponderata delle singole parole inscritte nel testo costituzionale.

Le fondamenta: democrazia, lavoro e uguaglianza sostanziale
Nel visionario e innovativo progetto che ha portato alla luce la Costituzione, lavoro e democrazia sono stati pensati come i solidi pilastri sui quali erigere l’intera articolazione di una società strenuamente voluta come «giusta, libera e solidale». Al fine di garantire la più ampia rappresentanza politica e la più estesa partecipazione alla cosa pubblica, fino a poco tempo prima limitate a pochissimi eletti sulla base del censo e della proprietà, nel corso dei lavori della Costituente, si stabilì che il suffragio universale fosse basato sul lavoro, riconosciuto nel suo valore di strumento di realizzazione personale e mezzo di emancipazione dal bisogno.

L’idea rivoluzionaria fu quella di mettere al centro della costruzione della nazione l’uomo, ben prima che il cittadino, e di riconoscere a ciascuno diritti e libertà inviolabili. Queste garanzie, stante la diseguaglianza sociale che, di fatto, caratterizza i consorzi umani, vengono conquistate e tutelate per mezzo degli incisivi strumenti che l’articolo 3, nella declinazione del suo secondo comma, fornisce alle istituzioni pubbliche, imponendo loro di farsi carico degli ostacoli che mortificano la dignità umana. Per la prima volta nella storia italiana, lo Stato venne concepito come soggetto attivo che assumeva su di sé il compito primario di farsi promotore di azioni positive volte a «garantire a tutti le stesse condizioni di partenza».

La conversazione sul punto coglie le innovazioni e gli ideali riformatori contenuti nei primi articoli della Costituzione, a partire dalla proclamazione del principio personalista in base al quale «la persona e i suoi diritti “vengono prima” logicamente e storicamente» rispetto ai pubblici poteri e, conseguentemente, dalle ingerenze di questi, l’individuo deve essere tutelato.

Il volume è impreziosito e reso vivido dai commenti dei Padri Costituenti, riportati a corredo delle interviste che colgono con puntualità la lungimiranza che guidò la nascita della Costituzione, rappresentata, ad esempio, dalla forza dirompente dell’articolo 2 nella sua funzione di «“moltiplicatore” dei diritti della persona, perché interviene a colmare i vuoti di tutela che via via inevitabilmente si scoprono nella trama delle altre previsioni costituzionali». Segue, poi, la disamina degli altri principi fondamentali che concorrono a plasmare l’intera struttura costituzionale, condizionando l’interpretazione di tutte le norme che al rispetto di essi sono subordinate.

Diritti e doveri alla prova dei fatti
L’indubbio pregio del libro è dato dal saper affrontare la lettura e l’analisi di un testo formalmente normativo, esaltandone la sua primaria vocazione di strumento attivo, funzionale alla costruzione di un modello di società protesa al perseguimento degli ideali di democrazia e libertà desiderati per la Repubblica. La Costituzione è un’accalorata esortazione, un’opera che trasuda passione in un crescendo di coinvolgimento emotivo poiché forte risuona l’eco del lucido sentimento che ispirò i Padri Costituenti nella volontà di superare le divergenze scaturite dalle diverse ideologie politiche, al fine di siglare un compromesso e disegnare un progetto ampiamente condiviso che diede vita a uno dei testi fondamentali più innovativi del vivere civile.

Le interviste presentate offrono dimostrazione di come la realtà contemporanea trovi la sua principale chiave di lettura in uno scritto che, lungi dal poter essere considerato superato in virtù del mero dato anagrafico, raccoglie in sé tutti gli strumenti necessari a dare risposte a problemi neppure immaginabili più di sessant’anni fa. Lontano dall’assumere i toni e gli intenti didattici di un trattato descrittivo, l’approccio dialogato proposto nel volume, evidenzia quanto del dettato costituzionale sia stato compiuto, quanto disatteso e quanto ancora vi sia da realizzare.

Così, per esempio, il tema del lavoro è scandagliato a partire dalle criticità drammatiche che, ormai da lungo tempo, lo investono. Gli interlocutori si concentrano nel mettere a fuoco le modalità attraverso le quali la precarizzazione ha inciso sul deterioramento delle condizioni di sicurezza lavorative; quali siano le ragioni di un’arretratezza culturale che è la prima causa del tasso di disoccupazione femminile tra i più alti in Europa e, ancora, in che maniera la mancata utilizzazione delle energie della forza lavoro giovanile porti al collasso il futuro di quella stessa istituzione familiare che, pure, trova un particolare riconoscimento nella Costituzione.

Nel prosieguo della lettura, illuminante è il dialogo dedicato ai diritti di libertà, oggi minati nella loro quotidiana declinazione da pericolose istanze di sicurezza che, con insistenza sempre maggiore, vengono inculcate nella coscienza dei cittadini. E, ancora, si indagano i risvolti applicativi del principio di laicità a fronte della posizione privilegiata riconosciuta alla Chiesa Cattolica; il concreto raggio d’azione attribuito alla libertà di espressione insidiata da una televisione che si è trasformata «da mezzo di comunicazione a mezzo di propaganda»; il valore assegnato alla libertà di insegnamento e al diritto allo studio logorati da politiche di smantellamento della scuola pubblica, in spregio alla consapevolezza che la scienza, l’insegnamento e l’istruzione, costituiscono i mezzi principe per creare una cultura civile nazionale capace di superare le diseguaglianze, la povertà e l’emarginazione.

Infine, con sapiente abilità vengono tratteggiati anche i delicati equilibri che condizionano i rapporti tra Parlamento, Governo e Magistratura, le peculiari funzioni che spettano alla figura del Presidente della Repubblica, soprattutto in casi di stallo istituzionale, e il ruolo svolto dalla Consulta quale organo di tutela costituzionale.
Con lchiarezza emerge che la tenuta delle garanzie approntate dai Costituenti è costantemente sottoposta a dura prova, spesso attraverso mezzi all’apparenza innocui, eppure, risposte efficaci per la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali sono approntate dalla Costituzione e opportunamente evidenziate dalle riflessioni degli intervistati.

Eredità
Un’appendice di chiusura sigilla nella memoria del lettore esempi di cittadini che, con l’impegno, la dedizione, la competenza e la passione profusi nello svolgere la propria professione e il coraggio, hanno incarnato il modello di quella società giusta e libera voluta dai Costituenti. Ne vengono messi in rilievo l’entusiasmo, piuttosto che la riservatezza, il rigore morale e l’etica del dovere a cui hanno consacrato le loro vite, lottando affinché i diritti di libertà espressi nella Costituzione non fossero destinati a divenire lettera morta.