Calamandrei
di Orazio Paggi

Mangialibri (18 settembre 2018)

La prima formazione giuridica e politica di Piero Calamandrei è stata la famiglia, nella quale abbondavano avvocati e si respiravano idee mazziniane e liberali con venature socialiste. Poi sono venute altre tappe importanti di crescita culturale: il liceo Michelangelo di Firenze, che lo fa innamorare delle letterature classiche e lo educa
«esser persona perbene», e l’università di Siena presso la quale si laurea nel 1912 in giurisprudenza con una brillante tesi sul diritto civile. Ma è quando frequenterà la scuola di perfezionamento del grande processualista Giuseppe Chiovenda che giungerà a elaborare la propria concezione del diritto inteso come dovere e giustizia. Dopo aver partecipato alla guerra del 1915-18 per il giovane professore dell’ateneo senese, nonché ormai affermato legale, inizia il periodo più duro e doloroso, quello del ventennio fascista. Per Piero, che vive l’antifascismo come «rivolta morale», il passaggio obbligato dalla «resistenza militante» alla «resistenza allusiva» è un vero tormento, acuito ulteriormente dal giuramento di fedeltà al fascismo che deve prestare nel 1931 in qualità di docente universitario. Calamandrei però non si dà per vinto, continua a svolgere una dura e cristallina opposizione alla farsa mussoliniana che di lì a poco avrebbe precipitato l’Italia in un’immane tragedia…

Calamandrei non è una biografia classica ma «una storia interiore». Ad Alessandro Galante Garrone non interessa raccontare le vicende di un’esistenza attraverso cronologia e avvenimenti, tende piuttosto a immergersi nell’esperienza intellettuale e sentimentale del grande costituzionalista, utilizzando i suoi scritti, in special modo il diario, per metterne a nudo la più profonda intimità. Ne viene fuori il ritratto di un uomo di grandissima statura morale, determinato nel portare avanti il proprio antifascismo al di fuori di ogni compromesso, e di uno studioso dotato di grande acutezza e raffinata sensibilità (basta citare opere come l’Elogio dei giudici scritto da un avvocato o l’Inventario della casa di campagna per vederne lo spessore). Tutta la vita emozionale e professionale di Calamandrei ruota attorno a una fede incrollabile in alcuni princìpi per lui irrinunciabili: la legalità ovvero l’assoluta fedeltà alle leggi, la libertà e la giustizia. Princìpi che non devono rimanere lettera morta ma trovare piena realizzazione nella pratica quotidiana, ponendosi al servizio del popolo. Galante Garrone-Calamandrei è un binomio non solo prestigioso, ma sul piano politico e filosofico è di una levatura culturale difficilmente eguagliabile. Bene ha fatto Effepi Libri a ripubblicare questo testo del 1987, che dovrebbe essere letto tuttora per imparare a conoscere gli uomini che hanno fatto grande l’Italia con dignità, coerenza e senso etico, al giorno d’oggi merce sempre più rara.



Il Fatto Quotidiano, 3 settembre 2018.




Avvenire, 7 luglio 2018



L'Arena di Verona, 9 giugno 2018



Luce sul futuro: ritratto di Piero Calamandrei
di Antonio Capitano

(Il Ponte, 16 aprile 2017)

Mi è pervenuto un volume atteso e significativo: è una testimonianza di chiarezza capace di fare luce sull’attuale scenario buio e ricolmo di incertezze. Fortunatamente la piacevole lettura mi ha aiutato a diradare le nebbie di una politica ridotta a mero spettacolo; non si avverte più, infatti, la differenza tra la necessaria serietà istituzionale e un insieme sparso di “nuovi” decisori stabiliti da norme altrettanto nebulose. Ecco perché l’arrivo di Calamandrei, biografia morale e intellettuale di un grande protagonista della nostra storia – realizzata da Alessandro Galante Garrone (Roma, Effepi libri, 2018) – è stato provvidenziale. L’opera, con la preziosa e “militante” prefazione di Silvia Calamandrei e ottimamente introdotta e curata da Francesco Moroni, rappresenta anche l’ultimo baluardo di una piccola casa editrice costretta, al momento, a chiudere ma dopo aver onorevolmente combattuto una vera e propria “Resistenza”.

Anche per questo la pregevole ristampa del volume originariamente edito da Garzanti nel 1987, e da anni fuori catalogo, meriterebbe di essere acquistata, letta e difesa, poiché non solo ha permesso di rispolverare un testo fondamentale e di formazione, ma consente – agli “azionisti di minoranza” di questo paese acciaccato – di possedere ulteriori chiavi per accedere alla parte più responsabile e coerente, attualmente e purtroppo senza una netta collocazione nei diversi schieramenti.

La voce di Calamandrei, per la nobile trasmissione dell’eccellente biografo Alessandro Galante Garrone, diviene dunque richiamo universale per coloro che da sempre avvertono il bisogno di pulizia e di giustizia, a cominciare – ed è opportuno gridarlo – dal più convinto antifascismo! Proprio ora che la moda sta tatuando i più giovani di note teste pelate e svastiche con un rigurgito di quel passato che, evidentemente, non ha insegnato nulla a coloro che non sono in grado di leggere e conoscere la storia dalla parte onesta.

Per quelli, invece, attratti dal volto rassicurante e sorridente di un uomo elegante con papillon e occhiali in grado di mettere a fuoco presente e futuro, l’opera racchiude il senso del tempo e il senso del vento, quello della direzione giusta: delle parole pensate, scandite, misurate senza eccessi. Usate come mattoni per costruire ponti sicuri per attraversare anche le circostanze più difficili. Ogni pagina è una miniera di ricordi, citazioni, rimandi: sono tutti affluenti di un fiume limpido che ci permette di navigare e godere nel contempo della natura circostante che l’Esempio rende incontaminata.

Tra le righe, un misto di vissuto e sognato intesse una meravigliosa tela. Galante Garrone ci consegna un ritratto mirabile. Un ritratto che aveva necessità di essere restaurato come si fa con le opere d’arte e con la stessa meticolosità, facendo la massima attenzione per restituire l’intatto splendore.

Obiettivo perfettamente raggiunto da questa riedizione che ancora una volta ci conferma la straordinaria attualità e capacità di innovazione istituzionale di Piero Calamandrei; non è un caso, forse, che l’uscita di queste pagine coincida con il restauro della Resurrezione di Piero della Francesca. C’è qualcosa oltre il nome che connette questi due grandi maestri: è la Luce.


Il Fatto Quotidiano, 16 febbraio 2018.