C'era un tempo in cui il tennis era un mostro a due teste. Uno sport riservato ai ceti più agiati e in cui le competizioni erano suddivise inspiegabilmente tra dilettanti e professionisti, con i primi che si contendevano i "cospicui" montepremi dei tornei e i secondi che effettuavano una sorta di esibizioni tennistiche per un pubblico più raffinato. Quel tempo finì con la storica riunione del 14 dicembre 1967 in cui i signori di Wimbledon stabilirono che la distinzione tra dilettanti e professionisti non aveva più motivo di esistere. Il tennis divenne così uno sport interamente professionistico aprendo la porta anche ai ceti meno agiati, a coloro che, pur dotati di talento, non avevano le risorse economiche per permettersi uno sport tanto costoso. Fu questo l'inizio dell'Era Open del tennis moderno, i cui primi campioni avevano il volto maschile di Rod Laver. Tony Roche, Ilie Nastase e i dolci lineamenti femminili di Billie Jean King, Chris Evert ed Evonne Goolagong. Quel tennis giocato corto e dai colpi tutt'altro che micidiali lasciò presto spazio ai primi "picchiatori" come Jimmy Connors (il primo ad usare una racchetta di metallo), John McEnroe e il re del manto erboso Björn Borg. La ricerca di un gioco sempre più angolato e tecnico portò alla ribalta Ivan Lendl e Mats Wilander mentre un diciasettenne con i capelli biondi e la battuta insidiosa diventò il più giovane vincitore nell'erba di Wimbledon: il suo nome era Boris Becker. Martina Navratilova e Stefi Graf segnarono una svolta nel tennis femminile e l'America sfornò doversi campioni tra i quali Andrè Agassi e Pete Sampras, quest'ultimo dominatore incontrastato per diversi anni su tutte le superfici. Tra i fan sfegatati di quest'ultimo c'era anche un bambino svizzero di nome Roger Federer che non si perdeva una partita in tv, e che anni dopo avrebbe ingaggiato con l'amico-rivale spagnolo Rafael Nadal una delle più belle sfide che il mondo sportive abbia mai vissuto...
Il libro-enciclopedia di Remo Borgatti rivive quarant'anni di tennis professionistico moderno in modo egregio, raccontando con dovizia ed estrema precisione gli eventi principali, gli aneddoti e i risultati finali dei quattro tornei del circuito Slam dal 1968 al 2007. Nelle due-tre pagine di descrizione per ogni torneo, l'autore mantiene un assoluto equilibrio tra l'analisi della competizione maschile e femminile, riservando maggiori attenzioni alla più appassionante delle due dal solo punto di vista del tennis giocato. Oltre cento pagine a fine libro sono dedicate a tabelle, albi d'oro e breve biografia di tutti i giocatori che si sono aggiudicati almeno un torneo dello Slam negli oltre quaranta anni di tennis moderno. Era Open è un libro che gli appassionati di questo sport non possono perdersi, da tenere sul comodino e sfogliare prima di andare a letto. Una bibbia riservata al gioco del Tennis con la T maiuscola, dopo la cui lettura vorremmo telefonare a Rino Tommasi e spiegargli che il rovescio di Cannon Shelby era niente rispetto a quello di Bhupathi Mahesh.

(Stefano Massarelli, Mangialibri, 13/11/2009)





Un libro da "Grand Slam"


di Daniele Belloni

(Tennis Italiano, 11/2008)

Raccontare il tennis attraverso la cronaca dei quattro tornei che compongono una circumnavigazione a sé di questo sport, una storia dentro la storia. È quanto si propone Era Open di Remo Borgatti, un bel testo che raccoglie i resoconti di Australian Open, Parigi, Wimbledon e US Open a partire dal 1968, anno in cui crolla la distinzione fra dilettanti e professionisti e il mondo del tennis si avvia a divenire quale lo conosciamo oggi: sport moderno e ferocemente competitivo ove un tempo prevaleva il bel gesto patrizio, agone aperto al contributo di tutte le categorie sociali e non solo attività di chi poteva permetterselo, banco di prova per applicazioni tecnologiche sui materiali tecnici (principalmente le racchette) che soppiantano i vecchi usi e contribuiscono a modificare il gioco, sempre più veloce, sempre più aggressivo. Anno per anno il libro di Borgatti (in passato collaboratore di Tennis Italiano) racconta questa incessante trasformazione attraverso la cronaca dei tornei e consente di ripercorrere i momenti salienti di un’avventura sportiva e umana che consiste nel mettere assieme quattro vittorie e realizzare quello che, da una coppia di giornalisti americani del New York Times, venne definito nel 1933 Grande Slam, termine che nel bridge identifica una vittoria totale, le tredici prese effettuate ai danni dell’avversario. Da Don Budge, il primo ad averlo realizzato, a Steffi Graff, l’ultima in ordine di tempo, Era Open ci ricorda come il Grande Slam rimanga il mito fondamentale del tennis, una sorta di Sacro Graal che stimola una coraggiosa ricerca nonostante l’impresa sia sempre più ardua, vuoi per la diversificazione delle superfici (un tempo tutti i tornei dello Slam, ad eccezione di quello parigino, si giocavano sull’erba), vuoi per l’innalzamento medio della qualità del gioco (almeno in campo maschile) e per la durezza delle condizioni generali nelle quali i giocatori e le giocatrici si trovano a competere.
P.S. A titolo di curiosità va detto che Remo Borgatti aggiorna progressivamente il suo libro attraverso il blog http://ilgrandeslamnelleraopen.myblog.it

Il tennis vanta una storia ultra centenaria, ma il 1968 ha rappresentato una svolta epocale, l’apertura di questo splendido sport alla modernità. Nel ‘68 infatti al Roland Garros di Parigi sono stati ammessi alla competizione tutti i tennisti, non solo i cosiddetti dilettanti ma anche i professionisti. Nasce di fatto l’Era Open, che proprio quest’anno ha festeggiato i 40 e le edizioni degli Slam sono state raccontate una a una, da quel Roland Garros a fine 2007, con una cronaca precisa, attenta e ricca di particolari. Scorrendo le quasi 600 pagine del libro, si può rivivere ogni edizione, conoscere i campioni che hanno scritto la storia del tennis negli ultimi anni e capire come s’è evoluto il gioco.
Ricca anche la parte statistica che completa questo “lavorone”, con le schede di tutti i giocatori e giocatrici che hanno vinto almeno un titolo dello Slam, non solo in singolare. Ci racconta l’autore stesso: «L’idea di questo libro è venuta dalla mia passione per il tennis, che da sempre è il mio
anni. Remo Borgatti ha voluto celebrare questa importante ricorrenza per il tennis scrivendo il suo libro, un dettagliato racconto sulla storia dei quattro tornei dello Slam, che costituiscono il fulcro dell’attività stagionale, la parte più nobile. Tuttsport preferito. Inizialmente collezionavo le foto dei grandi campioni durante le premiazioni dei tornei dello slam. Accanto scrivevo una didascalia, per fissare nella memoria il torneo. Da quella base accumulata negli anni (seguo il tennis da metà anni ‘70) ho ricostruito la storia dei tornei dello Slam, con un lavoro di ricerca lungo, certosino, che però ha contribuito ancor più ad approfondire la mia passione per il tennis». Difficile realizzare un lavoro così ampio, non avendo nemmeno visto tutti i match? «La difficoltà nel realizzarlo è stata appunto ricercare il materiale, su giornali, riviste, una mole di lavoro enorme, magari una serata spesa a trovare una data di nascita di un tennista poi scomparso. Però il tutto è stato molto divernte e soddisfacente. Spero che il libro possa essere anche un utile strumento per rinfrescare la memoria degli appassionati, soprattutto di quelli che hanno iniziato a seguire il tennis quando me, per rivivere un singolo torneo. Infatti il libro si presta ottimamente anche a esser consultato qua e la, senza una lettura completa dall’inizio alla fine. Ogni torneo è diviso e separato dagli altri, e magari durante un Wimbledon, uno si prende il libro e sfoglia altre vecchie edizioni per riviverle». Con uno stile asciutto ed una cronaca precisa, Remo fa rivivere davvero le emozioni dei tornei dello Slam, i più amati non solo dai giocatori ma anche dagli appassionati.

(Marco Mazzoni 0-15 tennis magazine 07/2008)

Anche nel tennis il 1968 significa rivoluzione: nasce l'Era Open. Questo volume ripercorre quarant'anni di sfide professionistiche (prima di allora esistevano solo le esibizioni) tra albi d'oro, dizionario dei vincitori dello Slam e tabelle statistiche.

(Sport Week 28/06/2008)




Il Grande Slam nell’Era Open

di Ubaldo Scanagatta

Ubitennis 02/06/2008

Le candeline dei suoi primi quarant’anni “open” il Grande Slam le ha spente in gennaio a Melbourne. Tutto ebbe inizio al Roland Garros nel 1968; fu quello il primo major ad aprire i suoi cancelli ai professionisti e ad abbattere la barriera che per troppo tempo aveva separato questi ultimi dai cosiddetti amatori. Si trattò di una svolta epocale, una pietra miliare che rivoluzionò il movimento in generale ma che ebbe nelle quattro prove più importanti del mondo il termometro più affidabile e significativo. Da quel giorno, e per centosessanta edizioni più o meno indimenticabili, il grande tennis si è giocato principalmente a Melbourne, Parigi, Wimbledon e New York. Sono questi i tornei che hanno elargito ai loro protagonisti fama e denaro in egual misura oltre a conferire ai vincitori quei gradi di nobiltà altrimenti impossibili da conquistare.

Un nostro collaboratore, Remo Borgatti, ha voluto rivivere questa lunga carrellata di campioni ed emozioni pubblicando per l’editore romano Effepi un libro dal titolo Era Open (592 pagine, 22 €) nel quale, come cita il sottotitolo, vengono raccontati “quarant’anni di tennis professionistico attraverso i tornei dello Slam”. Analizzando una a una le suddette 160 edizioni (anzi, una in meno in quanto per esigenze statistiche il volume è stato chiuso il 31 dicembre 2007), l’autore ripercorre con stile asciutto, alla stregua di una cronaca, le vicende e i cambiamenti che hanno caratterizzato questo lungo periodo. Arricchito con le sezioni dedicate agli albi d’oro, al dizionario e alla tabella statistica dei 303 tennisti che si sono aggiudicati almeno una prova dello Slam e impreziosito dalla prefazione di Daniele Azzolini, Era Open si può acquistare direttamente sul sito della casa editrice, che provvederà a recapitarlo direttamente a casa senza spese di spedizione, e presso tutte le migliori librerie.

Remo Borgatti, che cura per il nostro sito la rubrica ACCADRA’ relativa alla presentazione dei tornei della settimana successiva, cura un suo blog personale (http://ilgrandeslamnelleraopen.myblog.it) nel quale inserisce gli aggiornamenti relativi agli slam disputati dal 2008 in poi.