Atp Story, 40 anni di grande tennis
di Stefano Semeraro
La Stampa.it 13/10/2014

Lo sapevate che Jimmy Connors è rimasto fra i primi dieci tennisti del mondo per 16 anni filati, dal 1973 al 1988? E che il più giovane a entrare in quello speciale recinto nella classifica di fine anno è stato Michael Chang – per i meno attempati: l'attuale coach di Key Nishikori... – ad appena 17 anni e dieci mesi, nel 1989? Il più anziano della storia è stato invece Ken Rosewall, il mitico, ineguagliabile "Muscle", che ci riuscì per l'ultima volta a 41 anni, nel 1975.  
Volete per caso sapere quante nazioni hanno piazzato almeno un giocatore nell'elite del tennis mondiale, o quante settimane è stato numero uno Agassi, o ancora chi sono gli 870 tennisti che hanno concluso almeno un anno fra i primi 100? Facile, basta andare in libreria.  
L'annata del tennis volge al termine, sono rimasti appena pochi tornei prima delle finali Atp di Londra, o del Masters se preferite chiamarlo alla vecchia maniera, e allora può essere divertente sbizzarirsi un po' alla ricerca dei record, delle curiosità, dei personaggi e della storia del circuito mondiale maschile, il famoso circuito Atp, che giusto quest'anno ha compiuto 40 anni. Per guidarci da un numero all'altro, da una statistica a quella successiva, e ancora più interessante, Luca Marianantoni ha scritto un librino smilzo e gustoso (Atp Story, Storia e statistiche dei primi quarant'anni dell'Atp, edizioni Effepi Libri, 12 euro, prefazione di Rino Tommasi), utile a tutti gli appassionati di tennis e in particolare a due categorie. A chi quando sente citare un nome, un risultato o un record non vede l'ora di correre a controllarlo e a paragonarlo ad altre imprese, e a chi ancora più semplicemente ama aprire un libro e perdersi fra le pagine, scoprendo cose nuove o magari ricordandosi di quelle che aveva dimenticato. Sì, perché come ci ha insegnato Rino Tommasi, il nume tutelare di Luca, che non a caso ha scritto una bella e affettuosa prefazione alla fatica del suo discepolo, anche dietro ai numeri, a saperli leggere, a saperli interpretare, si nascondono storie e vicende dello sport, o leggi capaci di aiutarci a comprenderlo ancora più in profondità. Per riuscirci però servono passione, sensibilità, scrupolo, professionalità e anche fantasia, immaginazione e curiosità, insomma le doti che fanno un vero giornalista. Tutte doti che Luca possiede e che personalmente ho avuto modo di apprezzare in ormai oltre 25 anni passati accanto a lui in giro per tornei. Della sua vicenda nel mondo del tennis fra l'altro mi sento anche un po' responsabile – anche se senza nessun merito – visto che fu un avviso di Rino Tommasi, pubblicato su Matchball, la rivista di tennis per la quale allora lavoravo, a dare inizio alla sua carriera. Rino cercava collaboratori per il suo archivio e i due prescelti fra quanti risposero a quella richiesta, dopo una rigorosa selezione, furono proprio Luca Mariantoni ed Elena Pero, oggi apprezzatissima “voce” di Sky Sport. Il libro di Luca è una miniera di classifiche e tabelle, ma compilate con l'anima, e all'inizio comprende anche una agile, sintetica e interessante storia del tennis professionistico, dalla nascita del tennis open nel 1968 alla fondazione dell'Atp, ai giorni nostri. Marianantoni riserva anche parole di profonda stima e affetto, che mi sento di condividere completamente, per Rino Tommasi, l'esempio di come si possa essere autorevoli e brillanti ma anche generosissimi nel mettere a disposizione di tutti un dato, una statistica preziosa che magari si è impiegato giorni a ricavare. Ecco, la generosità: questa è una qualità che Luca ha ereditato da Rino, insieme alla precisione, al rigore e al gusto per il “numero” mai banale, mai fine a se stesso ma capace di rivelare un lato diverso di un campione o di un evento sportivo. Di numeri e di personaggi con Luca abbiamo discusso per tanti anni insieme, dividendo una stanza a New York o passeggiando lungo lo Yarra a Melbourne, e ora mi fa piacere ritrovare quella stessa passione in questo libro. Grazie, Luca, di averlo scritto per tutti noi tennisomani. 


Atp Story, storia e statistiche dei primi 40 anni dell’Atp

di Marco Mazzoni
Livetennis.it, 22/05/2014

È appena uscito un libro molto interessante per gli amanti del tennis e delle sue statistiche: Atp Story, Storia e statistiche dei primi quarant'anni dell'Atp, scritto da Luca Marianantoni, uno dei "discepoli" di Rino Tommasi, da sempre appassionato del tennis e dei suoi numeri. Infatti questo è soprattutto un libro di numeri e statistiche (aggiornate a fine 2013), con oltre 130 pagine ricche di dati molto interessanti per approfondire la storia del sport della racchetta, e insieme a classifiche e curiosità molto gustose. Sapete ad esempio chi è stato il giocatore con il numero maggiore di settimane nella top 100 Atp dal 1973? Jimmy Connors, con 889 settimane. Oppure i più giovani giocatori nella top 100, anno per anno? Un occhio attento scorrendo questi dati potrà trarre interessanti considerazioni, e capire non solo i record ma anche l'evoluzione e come sia cambiato il tennis negli ultimi quaranta anni, quelli segnati dall'avvento dell'Atp, che ha dato un ordine e maggior credibilità al tennis.
Il libro inizia proprio con questa considerazione, scritta da Rino Tommasi nella sua prefazione, in cui racconta il passaggio epocale che ha costituito la nascita dell'Atp e dell'uso del computer per archiviare ed elaborare i miliardi di dati prodotti ogni anno dal tour professionistico, rendendo il tennis uno sport finalmente moderno e al passo con i tempi, cancellando anacronistiche resistenze dell'epoca verso un mondo sportivo che stava cambiando velocemente. Segue quindi il capitolo di Marianantoni, che illustra la storia e l'evoluzione politica del mondo del tennis dal 1968, anno in cui fu abbattuto il muro tra tennis Pro e dilettantistico, con i professionisti che tornarono a giocare i tornei del Grande Slam. Cronologicamente Luca ripercorre i fatti più salienti di come è nato e si è evoluto il circuito professionistico, arrivando a giorni nostri. Si va dalla creazione nel 1970 del circuito Gran Prix, ad unire i vari tornei sparsi per il mondo, alla nascita dell'associazione giocatori, passando per il famosissimo boicottaggio di Wimbledon edizione 1973 in sostegno di Nikki Pilic, sospeso dalla sua federazione per il suo rifiuto ad una convocazione in Davis. Si arriva alla data simbolo della modernità nel tennis: 23 agosto 1973, quando uscì la prima classifica redatta dal computer, a dare un ordine e regolarità matematica ai risultati e stagione del tennis professionistico. E così Marianantoni continua, raccontando tutti i momenti importanti di cambiamento che hanno portato alla struttura attuale del mondo del tennis. Inizia quindi la corposa parte numerico/statistica, ricca di mille curiosità, tra cui una delle più gustose è scoprire tutti gli 870 giocatori che dal 1973 sono entrati nella top100 Atp (e ogni giocatore, anno per anno, è segnalato con la posizione raggiunta).
Un lavoro davvero certosino, statisticamente notevole, che ha un valore importante anche ai tempi di internet. Infatti se è vero che oggi navigando sul web si possono trovare numeri e dati, averli tutti ordinati in modo così fruibile, immediato e preciso rende questo libro non solo adattissimo ai curiosi/appassionati, ma anche a chi il tennis lo vive dal di dentro. Atp Story è edito dalla Effepi di Pietro Farro, grandissimo (e competente) appassionato del tennis, che nel suo catalogo include molti volumi dedicati al nostro sport, alcuni dei quali sono veramente delle "chicche" da non perdere, come la straordinaria traduzione dello storico Borg vs McEnroe di Malcom Folley, basato sull'incredibile loro finale a Wimbledon 1980 e che poi diventa la miglior testimonianza del tennis di quell'epoca; o Rocket Man, storia di Rod Laver scritta da Remo Borgatti; o per chi adora i numeri del tennis, i due volumi The Grand Slam Record Book. Atp Story è disponibile nelle migliori librerie (anche online) al prezzo di 12 euro.



Tutta l'ATP in 870 nomi

di Riccardo Bisti
Tennis Best 21/05/2014

Può capitare che un’esigenza personale diventi un servizio per la comunità. Nella prefazione del suo Atp Story: Storia e statistiche dei primi quarant’anni dell’Atp, Luca Marianantoni ammette che la raccolta di certi dati nasce dall’esigenza di tenere sotto controllo l’enorme mole di dati su cui lavora da ormai 25 anni. Con gli anni, il database è diventato talmente ricco da giustificare la pubblicazione di un libro uscito in queste settimane e che sarà presentato proprio oggi, mercoledì 21 maggio 2014, presso la libreria Pagine di Sport (Via Tadolini 7-9, Roma). Il tennis è uno sport pieno di numeri e statistiche. Talmente tanti che non è semplice distinguere quelli utili da quelli meno importanti. Per questo, ci sono due o tre “ditte serie” a cui è sempre opportuno affidarsi. Luca Marianantoni è certamente tra queste. La sua carriera, così come quella di Elena Pero, è nata un giorno di marzo del 1989 quando partecipò a una selezione voluta da Rino Tommasi per reclutare alcuni giovani aspiranti cronisti. Nella sua casa di Milano 2, il grande Rino accolse una cinquantina di ragazzi da cui emersero proprio Pero e Marianantoni. L’avventura di quest’ultimo partì proprio dal torneo di Monte Carlo di quell’anno e va avanti ancora oggi, dopo aver raccolto migliaia, forse milioni di dati. E non è un caso che il libro sia dedicato proprio a Tommasi, l’uomo che più di ogni altro ha avvicinato al tennis un’intera generazione di appassionati. Tommasi è stato il primo a far capire che il tennis – e lo sport in generale – può raccontare grandi storie al di là della nazionalità. Campione mondiale di statistiche (i suoi mitici quadernetti sono un oggetto di culto per tutti gli appassionati), ha trovato in Marianantoni un sostegno di precisione e affidabilità impressionanti.
 
DIECI VOLTE BARAZZA, MA SEPPI È A UN PASSO
Tale affidabilità è alla base di Atp Story, un libro che racconta in 170 pagine gli ultimi quarant’anni di tennis, certamente i più importanti. Prima del 23 agosto 1973, infatti, le classifiche mondiali avevano un valore soggettivo, per quanto fossero redatte da giornalisti molto competenti (il più famoso – e ricordato – rimane Lance Tingay). Da allora, il cervellone elettronico sfodera con precisione scientifica i numeri che scrivono la storia e servono a stabilire teste di serie e campi di partecipazione. Atp Story ricorda tutti i protagonisti, soffermandosi su due concetti: i top-100 e i top-10. Sfogliando il libro di Marianantoni, scopriamo che fino al 2013 ben 870 giocatori hanno chiuso almeno una stagione tra i primi 100 Atp. Di questi, soltanto 29 sono italiani. Il più “longevo” è stato Corrado Barazzutti con dieci stagioni, anche se Andreas Seppi è ormai prossimo all’aggancio. Potrebbe farcela anche Filippo Volandri. I giocatori ad aver terminato più stagioni tra i top-100 sono due mostri sacri: Jimmy Connors e Andre Agassi, entrambi in classifica per ben 19 anni. Jimbo è il tennista ad aver trascorso più settimane di tutti tra i top-100 (889), seguito da Ivan Lendl (852) e John McEnroe (835). Sfogliando il libro, scopriamo che l’Italia è una delle otto nazioni ad aver sempre avuto almeno un top-100 a fine anno. Le altre sono Stati Uniti, Spagna, Francia, Australia, Germania, Argentina e Repubblica Ceca. Una bella soddisfazione, anche se in tre occasioni abbiamo rischiato grosso: nel 1982 ci salvò Corrado Barazzutti, nel 1984 Francesco Cancellotti e nel 2002 Davide Sanguinetti.

Queste ed altre notizie si trovano su Atp Story, edito dalla casa editrice Effepi Libri di Pietro Farro. La grande passione del titolare fa si che ogni anno arrivi almeno un titolo interessante. È di pochi anni fa la pubblicazione dei due impressionati volumi statistici con tutti (!) i risultati dei tornei del Grande Slam (il Grand Slam Record Book di Alessandro Albiero e Andrea Carta). Ma si ricorda anche la traduzione del libro di Malcolm Folley sulla rivalità tra Bjorn Borg e John McEnroe, nonchè l’interessante Rocket Man di Remo Borgatti, dedicato a Rod Laver. Lo stesso Borgatti ha scritto un libro dedicato all’Era Open. Chi ama Jimmy Connors, sarà sempre grato alla Effepi per la pubblicazione di Jimmy Connors mi ha salvato la vita di Joel Drucker. Ma torniamo ad Atp Story. Dopo la prefazione di Rino Tommasi, c’è una lunga introduzione in cui Marianantoni spiega l'evoluzione geopolitica del tennis a partire dal 1968, anno in cui i professionisti tornarono a giocare i tornei del Grande Slam. Marianantoni ci spiega un po’ tutto: la nascita dell’Atp, il boicottaggio di Wimbledon 1973, il circuito Wct, la rivoluzione di Flushing Meadows...e le varie tappe che anno portato a oggi. Dopodichè iniziano le statistiche: prima abbiamo le classifiche di fine anno dal 1973 a oggi, poi il preziosissimo archivio degli 870 top-100. Per ciascuno di essi sono segnalati nome, nazionalità, gli anni in cui hanno chiuso tra i top-100 e la rispettiva classifica. Ci sono poi diverse curiosità (i più giovani, i più vecchi ecc...) salvo poi lasciare spazio alle classifiche per nazioni. Stesso lavoro per tutti quelli che sono entrati tra i primi dieci (a oggi, 153 giocatori). Molto bella la postfazione, in cui Marianantoni parla del suo rapporto con Rino Tommasi, verso il quale nutre un’ammirazione sconfinata. Molto divertenti i racconti delle due “lavate di capo” ricevute dal maestro, una risalente al Roland Garros 1989 e l’altra allo Us Open 1990. Non ve le anticipiamo per non rovinarvi la lettura. Se siete di Roma, fate un salto alla presentazione. Altrimenti, un piccolo investimento di 12 euro (il costo del libro) vi catapulterà nei meandri del tennis moderno. Una volta entrati, non ne vorrete più uscire.