Jimmy Connors Saved my life in realtà è una doppia biografia, ovvero quella dell’autore, il californiano Joel Drucker, tennista dilettante senza velleità particolari, poi account pubblicitario, quindi stimato tennis writer, che s’interseca con un suo quasi coetaneo, quel Jimmy Connors icona del tennis 70’s, campione insuperato, famoso per essere stato terribilmente antipatico quando dominava il circuito e poi idolo delle folle tennistiche per le sue imprese alla soglia dei quarant’anni. Si capisce con la lettura del volume, che non è breve, il perché la biografia sia doppia. Joel in realtà, fan di Connors dagli inizi, avrebbe voluto scrivere la prima biografia del campione, ma poi è stato travolto dagli eventi e dalla difficoltà di scrivere una biografia ufficiale, allorché Jimbo non è mai stato un tipo facile da prendere.
La narrazione si dipana seguendo l’infanzia dei nostri, quella misogina di Jimbo, seguìto come un’ombra da due donne terribili, (la mamma e la nonna) e quella dell’autore, cresciuto in una serena famiglia della media borghesia. In fondo ci si riconosce un po’ tutti, le visioni degli incontri di Jimbo, seguite dalle accanite partite con il fratello maggiore, le vittorie di Jimbo a Wimbledon e quelle dell’autore nei piccoli tornei californiani, le delusioni sul campo e quelle dell’autore nel proseguimento della vita. Il libro, un po’ prolisso per la verità, prosegue seguendo l’intera carriera del mancino di Belleville, mentre Joel diviene adulto, affronta la malattia del fratello, (una violenta forma di schizofrenia), comincia a frequentare i tornei professionistici e finalmente approfondisce la conoscenza con il suo idolo. Divenne Joel, una sorta di grupie personale di Jimbo, seguendolo spesso nei tornei americani della costa ovest e agli US Open, mentre nel contempo iniziava a scrivere, part time, per varie riviste di tennis.
La parte dedicata all’apoteosi dello US Open 1991, (dove Jimmy a quarant'anni raggiunge le semifinali) è forse la migliore e viene raccontata in prima persona facendoci vivere le emozioni di giornate scritte nella storia del tennis. In conclusione una lettura piacevole, disponibile anche nell’ottima traduzione italiana, utile a comprendere un personaggio complicato quale Connors, campione controverso ma sicuramente dotato di un appeal e un carisma che ancora si respira oggi, quando Jimmy siede sulla panchina di Andy Roddick.
(Corrado Erba, 0-15 Tennis Magazine, luglio 2007)
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Così vinceva Jimmy Connors
L’epopea
del grande Jimbo (con 109 tornei in bacheca, il tennista più
vincente dell’era open) rivisitata da uno dei principali
giornalisti sportivi d’America. Le imprese, le follie, le
scorrettezze di una delle più particolari personalità
del tennis, autentico guerriero in campo e capace come pochi di farsi
odiare ma anche di entusiasmare gli appassionati di tutto il mondo.
(M. Grilli, Corriere dello Sport, 02/01/2007)
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Tutte le follie di Jimbo
di Ludovico Casaburi
(MatchPoint Magazine 20/2006)
Dopo lo straordinario racconto di Malcom Folley Borg vs McEnroe sulla più grande rivalità della storia della racchetta, Effepi Libri ci regala un'altra chicca da appassionati: di recentissima pubblicazione è infatti Jimmy Connors mi ha salvato la vita – Una doppia biografia di Joel Drucker, uno dei più noti giornalisti di tennis statunitensi, nonché Tennis Writer of the Year dell'anno 1999 per la rivista Tennis Week. Il tennis, lo sport in genere se preferite, è metafora della vita: da questo assunto parte il racconto di Drucker, che sapientemente riesce nel tentativo di offrire un'approfondita analisi di una tra le più controverse personalità dello sport moderno, "Jimbo" Connors, e allo stesso tempo, attraverso le imprese e le follie dell'icona americana Connors, racconta di come il tormentato e introverso autore sia giunto a trovare la propria serenità, la propria strada verso la maturità. Per questo «doppia biografia», per il parallelo costante e mai banale tra le vicissitudini di un talento della racchetta – la biografia di Connors è ineccepibile, memorabile il racconto dell'epico incontro tra l'americano e Adriano Panatta agli ottavi dello US Open 1978 – e quelle di un talento della penna, che per passione nei confronti proprio dell'atleta che ancora oggi vanta il maggior numero di tornei conquistati (109), è diventato giornalista sportivo e scrittore. Badate bene: questo Jimmy Connors mi ha salvato la vita non è stato scritto per gli innamorati pazzi del campione americano, non solo. Mary Carillo, autrice della prefazione e giornalista e presentatrice tv alla Nbc (ma anche ex tennista, vecchia fiamma di John McEnroe e vincitrice con lui di un doppio misto al Roland Garros), ha fotografato infatti alla perfezione lo "scopo" dell'opera di Drucker: «Sia che vi piaccia sia che detestiate quel figlio di puttana, il fatto è che Jimmy Connors è il più importante tennista degli ultimi cinquant’anni. Non il migliore o il più dotato o quello con i più grandi titoli, o uno qualunque di questi. Tutto quel che ha fatto Jimmy Connors è stato farsi notare nello sport spalancandone le porte, abbattendone le pareti e facendone volar via il tetto. Ha cambiato il modo in cui il gioco veniva giocato dai professionisti, interpretato dai tifosi e trasmesso dalle reti televisive. Lo ha reso più grande, più eccitante, più volgare e, per tutti questi aspetti, penso lo abbia reso più americano». Tutte buone ragioni per non farvelo scappare, no?